#tiDomando: oggi parliamo con Francesco Celiento

Salve carissimi amici e lettori di InsiDevCode, da oggi e con questo primo post diamo inizio all’appuntamento #tiDomando. Cioè delle piccole grandi interviste dedicate o meglio rivolte a un pò di ragazzi della rete.
Ragazzi con cui noi del team abbiamo avuto il piacere di parlare o confrontarci su vari argomenti e progetti.  Con questo appuntamento e attraverso le domande che noi rivolgiamo a questi amici, vogliamo farvi viaggiare nella loro esperienza e chissà che le loro parole o i loro consigli non vi ritornino utili in futuro. Siamo del parere che condividere con il prossimo la propria esperienza e imparare dall’esperienza altrui possa essere una buona fonte di miglioramento personale.

Ecco questo è alla base dell’appuntamento #tiDomando, adesso non ci resta altro da fare che invitarvi a leggere le domande che abbiamo rivolto al nostro primo amico intervista e ovviamente anche le sue risposte

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Che l’intervista a Francesco Celiento abbia inizio

Come ti chiami nella vita reale e con quale nickname ti riconoscono nel web?

Ciao, mi chiamo Francesco Celiento, e nel web mi faccio riconoscere con lo stesso nome, non ho mai dato molta importanza ai nickname anche se ne ho avuti tanti. Vedo i nickname solo come una maschera della propria personalità.

Quando ti sei appassionato alla tecnologia?

Penso di esserci nato con questa passione. Da piccolo ero attratto più dalla mia vecchia Amiga 600 e dalla mia Gig Nikko Turbo Phanter che, come tutti i miei vecchi amici, dal Super Santos e dalle bici. Ho sempre pensato che la mia fosse pigrizia, ma col tempo poi ho capito che non è così. Preferirei sempre un radiocomando o stare al pc che andare in giro in città nel tempo libero.

Quando hai cominciato a lavorare con il web e la tecnologia?

Da piccolo rompevo un sacco di giocattoli elettronici e, siccome non costavano pochissimo e non potevo ricomprarli, ho cominciato a riparare tutto ciò che rompevo. Ho acquistato un’ottima manualità che oggi mi permette di saper riparare anche computer portatili, smartphone e tablet. Poi bisogna aggiungerci che mi è sempre piaciuto scrivere delle guide o “diari di bordo” dove appuntavo rapporti su tutte le riparazioni o le migliorie. Da piccolo pubblicai un sito in solo HTML con le linee guida per creare armi motorizzate con il Meccano. Da lì ad oggi sono cambiati solo gli argomenti (e forse la grammatica). Il tutto per dirti che non c’è un’età dove ho iniziato, ho cominciato a farlo e basta.

Che percorso di studio hai fatto per ottenere i risultati che hai ottenuto fino ad oggi?

Dopo la scuola media ho frequentato un istituto tecnico dove non si imparava molto. Il mio vecchio professore ci dava dei fogli con i sorgenti già belli e scritti, e noi dovevano solo riportarli al computer ed eseguirli. Solo negli ultimi anni (di istituto tecnico) ci sono state date delle lezioni di Turbo Pascal e C. Poi mi sono iscritto alla facoltà di Ingegneria Informatica non completandola, Ma è risaputo che l’università non ti insegna molto in quest’ambito. Morale della favola: gli studi non mi sono serviti un granché.

Ho abbandonato l’università ed ho trovato un lavoro nel campo. Senza esperienza né lauree varie non è stato semplice, ma con la buona volontà si fa qualunque cosa.

Quando hai aperto il tuo primo sito?

Il primo sito serio è arrivato nel 2007, quando ho comprato un macbook. Ho deciso di pubblicare un blog dedicato alle soluzioni su OS X che non erano indicate online. Ha ricevuto un grosso successo, ma ho fatto la stupidaggine di chiuderlo per scrivere per una redazione destinata al fallimento.

Hai un sito web dove le persone possono scoprire qualcosa su di te?

Una cosa che ho sempre evitato è proprio questa: una pagina web con tutte informazioni personali. Dalla domanda che mi hai fatto prima è chiaro che tra la vita reale ed il web c’è differenza (altrimenti le persone non si darebbero un “secondo nome”). Mi inquieta un po’ il fatto che chiunque, senza che tu lo sappia, possa andare a controllare aspetti della tua vita online. Sono d’accordo con la condivisione delle informazioni culturali, ma il personale è un bagaglio che tengo gelosamente per me e per chi condivide la mia vita.

Che progetti hai sviluppato fino ad oggi?

Tra quelli attualmente in funzione c’è BlueBridge, e si tratta di un url redirector avanzato. Mi permette di gestire degli url shorted modificandone la validità, la pubblicità intermediaria e la destinazione. È un prodotto integrato col mio blog e mi serve, grazie ai blog altrui, di avere un sito internet che contiene ogni tipo di argomento producendo flussi rss distinti per categorie di link. Basta fare una ricerca sul mio blog per trovare articoli scritti da me, e articoli altrui linkati. In questo modo non mi faccio mancare nulla, e continuo a sostenere e a rispettare il lavoro altrui.

Che cosa consigli alle persone che decidono di dedicare il loro tempo alla tecnologia, all’informatica e al web?

Il mio consiglio è sempre e rimarrà quello di seguire le proprie passioni. Tecnologia, informatica e web non sono altro che lo strumento che abbiamo per esprimere le nostre idee, così come uno scrittore crea opere con una penna, o un pittore con pennello e colori. Questi strumenti non sono altro che una vetrina che possiamo usare per mettere in risalto ciò che sappiamo fare o ciò che siamo.

È importate secondo te imparare a programmare?

Più che importante io direi utile, a meno che non si stia parlando del lavoro principale. Saper programmare offre la possibilità di fare un secondo lavoro da casa, magari sviluppando app a pagamento, o siti internet, oltre al fatto che si ha la possibilità di crearsi prodotti personalizzati per facilitare il nostro lavoro.
Io, per esempio, ho sempre creato gestionali in php che mi aiutassero a lavorare in maniera più efficiente e più veloce anche quando lavoravo in ambienti che con lo sviluppo del software non avevano niente a che vedere.

Quale linguaggio di programmazione consiglieresti?

Questa è la domanda del secolo, perché è tutto un “dipende”. Dipende da che tipo di persona stiamo parlando, anche perché ce ne sono tanti. Nel mio piccolo consiglio Java perché offre veramente tantissime opportunità, sia a livello desktop che a livello mobile.

Quale CMS consiglieresti alle persone che vogliono intraprendere la strada della realizzazione di progetti web?

Anche se lo conosco pochissimo il mio consiglio ricade su Joomla, perché permette di fare veramente di tutto. Dal semplice forum o il blog, alla community, ad un e-commerce, ad un social network. Certo, bisogna saperlo padroneggiare alla grande, ma una volta imparato consente di fare veramente tantissime cose.

Oggi lavori come freelance oppure sei assunto da qualche azienda?

In realtà ho avuto l’occasione giusta per aprire un’azienda, ma le possibilità non c’erano e quindi è sfumato tutto. Sono, quindi, sempre stato costretto ad essere assunto, il freelance ha un sacco di rischi anche se non sempre guadagna di più.

Secondo te ci sono possibilità di trovare lavoro nell’ambito del web e dell’informatica?

Ho la convinzione che oggi ci siano più possibilità di lavoro in un panificio che non sul web (non che ci sia qualcosa di male nel fare il panettiere, lo farei senza rimpianti). I social network e i portali per autocostruirsi un sito da soli hanno ammazzato il mestiere. Oggi o produci un sito a costo quasi nullo e super bellissimo, o non fai nulla: vige l’utopia.
Il web adesso offre guadagni che variano a seconda della popolarità. C’è chi si fa pagare per mettere i propri selfie su instagram, chi cerca di tirare un soldo da YouTube, insomma è tutto monotono. Chi oggi vuole usare il web per guadagnare deve usarlo per attirare l’attenzione su un’attività che si trova fuori dal web. L’era dell'”arrotondamento facile” è finita.

Come ti è venuta in mente la guida per “eliminare Aranzulla” da Google?

Mi aspettavo questa domanda. In realtà non è venuta in mente a me, io ho solo cercato un’alternativa per Firefox di una guida che già esisteva per Chrome. Per quanto la ricerca “del metodo” abbia avuto fini drastici, io non ce l’ho con Aranzulla, né lo odio né lo invidio. Aranzulla è un Blogger che ha capito come fare il blogger in modo da remunerare introiti da delle pagine web. Io lo definisco un artista perché per lui Google usa regole diverse di indicizzazione, le stesse regole che si è creato lui. Praticamente il sogno di chiunque ma non il mio, perché per arrivare a quei risultati ce ne sono di tastiere da usurare, e un lavoro certosino come il suo io non ho voglia di farlo per un blog.

Come detto prima, lui è un Blogger (lettera maiuscola non a caso) ma non un divulgatore informatico, in quanto le sue guide sono per quel 90% dei naviganti web che hanno bisogno di sapere come spegnere un iPhone, come usare Facebook o come cliccare play su un video di YouTube. Bisogna dargli atto che avrebbe avuto gli stessi risultati anche se avesse trattato un sito di ricette ma, tutti i suoi risultati non sono mai stati per me esaustivi, ho deciso di toglierlo dalle mie ricerche su Google.

Conclusione:

Grazie mille Francesco per esserti sacrificato per primo.
Mi auguro che il primo appuntamento con #tiDomando sia stato di vostro gradimento, poi ovviamente come al solito aspettiamo le vostre impressioni e critiche nei commenti qui sotto. Però più che critiche, penso che ci debbano essere moltissimi complimenti per Francesco per le risposte e il tempo che ci ha fornito.

PS: se volte trovare Francesco e farci due chiacchiere con lui, lo potete trovare su Google Plus a questo indirizzo. Mente per chi volesse leggere i post pubblicati sul suo blog personale, l’indirizzo è questo qua.

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Blogger e Sviluppatore, appassionato sin da piccolo dell’informatica e di tutta la tecnologia.



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