Come aggiornare Ubuntu Linux

ubuntu-aggiornamento

Ubuntu è la distribuzione GNU/Linux più utilizzata al mondo, infatti  nel 2011 si stimava che la sua diffusione ammontasse al  70% di tutte le distribuzioni in uso installate sui tutti i pc del mondo;, quindi è giocoforza importante mantenerla aggiornata e sapere come fare. Questo articolo vuole essere una guida su come procedere ed effettuare un aggiornamento completo.

Una fondamentale premessa da fare è fare una copia di backup della directory /home (per informazioni generali sul file system di linux fate riferimento all’articolo scritto da Gianmario Deriu su questo sito oppure consultate un mio articolo sulla gerarchia del file system sempre su insidevcode.eu) poichè, in essa infatti vi sono salvate anche le impostazioni dell’utente e dei programmi da questi utilizzati e le impostazioni ad essi correlati (ad esempio i segnalibri dei web browser). In alternativa si la si può installare in una partizione separata, perchè l’aggiornamento riguarda esclusivamente la root (tutto quello che si trova all’interno di / )

Anzitutto bisogna osservare che Ubuntu è disponibile in due tipologie fondamentali:

  1. Versioni LTS: (Long Time Support) (pubblicate ogni 2 anni, con supporto garantito per le versioni desktop e server per 5 anni, prima della 12.04 le desktop avevano invece un supporto di 3) con possibilità di aggiornare  da una LTS all’altra saltando le versioni intermedie (quelle rilasciate tra una LTS e l’altra)
  2. Versioni non LTS: (rilasciate ogni 6 mesi, con aggiornamenti garantiti fino a 9 mesi, in precedenza 18) ma non possono essere aggiornate direttamente ad una LTS, tranne ovviamente nel caso in cui, non si passi da una non LTS a una LTS immediatamente rilasciata. In caso contrario bisognerà necessariamente installare tutte le versioni successive (secondo l’ordine progressivo di rilascio.)

Trascorsi i suindicati periodi, tutti i repositories ufficiali di una data versione saranno congelati. Si potrà comunque usare la distribuzione ma non si riceveranno più aggiornamenti per la sicurezza e la stabilità.

Si può aggiornare Ubuntu fondamentalmente in 3 modi:

  1. Tramite connessione internet: i programmi già installati vengono aggiornati e mantenuti nella nuova installanda relase, insieme a quelli predefiniti della nuova vers. (es. ubuntu 11.04 aveva evolution come gestore client della posta, aggiornando a ubuntu 11.10 evolution viene mantenuto aggiornato, e verrà installato anche mozilla thunderbird, nuovo client della posta predefinito per la nuova versione). Se avete abilitato “codice sorgente” nelle del impostazioni gestore di aggiornamenti, esso verrà disabilitato prima di cominciare l’aggiornamento (un apposito messaggio vi informerà).
  2. Utilizzando un supporto (CD, USB e così via) :  Lo si può fare avviando il PC in modalità live con il supporto su cui è caricata la versione cui si vuole avanzare, e selezionare in di ubiquity (il programma di installazione di ubuntu) “Installa Ubuntu xxx” e quando la schermata  si caricherà ed avvierà, selezionare la voce “Passa a Ubuntu xxx”. A partire dalla 16.10 il programma offre la possibilità di effettuare l’aggiornamento senza sostituire la vecchia versione con una nuova installazione. Procede più velocemente, se si ometterete l’opzione di scaricare gli aggiornamenti durante l’installazione, e l’aggiornamento avverrà anche per i programmi che avrete installato, a patto che siano contenuti nei repositories ufficiali della distribuzione, altrimenti non saranno aggiornati. E’ però anche possibile eseguire un avanzamento di versione tramite supporto “a caldo” cioè senza per forza dover riavviare il pc con il media (CD, usb drive,ecc.) contenente la versione più recente, lo si può fare utilizzando una immagine della versione minimale oppure alternate (quest’ultimo solo per Lubuntu), dopo aver reso avviabile la stessa su un supporto.
  3. Utilizzando Ubuntu stesso ovvero ricorrendo agli strumenti messi a disposizione dal sistema operativo, oppure utilizzando  nel terminale.

Riguardo l’ultimo punto, si può utilizzare Software e Aggiornamenti, che offre diverse opzioni  per attivare e/o disabilitare i repositories e stabilire quali aggiornamenti cercare e per quale versione, eccone uno screenshot:

software-e-aggiornamenti

Quando saranno disponibili degli aggiornamenti si avvierà invece durante la normale esecuzione di Ubuntu Aggiornamenti Software che mostrerà una breve descrizione degli aggiornamenti disponibili:

aggiornamenti-software

Infine, possiamo utilizzare l’advanced packaging tool, digitando nel terminale:

sudo apt-get do-relase-upgrade

oppure dopo l’introduzione di apt (apartire dalla verisone 14.04):

sudo apt full-upgrade

Prima di effettuare un aggiornamento, soprattutto in caso si usi internet, è fortemente raccomandato:

1) applicare prima tutti gli aggiornamenti disponibili fino a quel dato momento;

2) disabilitare tutti i repository esterni (di terzi, non ufficiali es. non Canonical/partner Canonical) eventualmente aggiunti dopo l’installazione di Ubuntu.

Lo si può fare o disabilitandoli utilizzando lo strumento Software e Aggiornamenti oppure modificando il file:

/etc/apt/sources.list

che contiene la lista di tutti i repositories attivi (e non) nella nostra macchina. Aprendolo vedremo che alcune righe cominciano con un cancelletto (#): queste righe sono dei commenti, e le righe cui è anteposto tale simbolo verranno ignorate dal sistema operativo. Generalmente ad ogni repository corrispondono due righe, una che inizia con  deb http://…:  e l’altra scr http://… che puntano rispettivamente a software precompilato informato .deb e ai sorgenti software. Nella parte finale della riga viene infine indicato indicato il nome in codice della versione di Ubuntu per cui quel repository è valido (precise, xenial e così via).

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