Come creare una penna USB avviabile con una distribuzione GNU/Linux

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Le distribuzioni GNU/Linux sono estremamente versatili, tanto che è possibile creare drivers USB, generalmente le cosiddette pen drive, avviabili. Caratteristica introdotta nei sistemi operativi Windows già da qaulche anno, tuttavia Liunx offre diverse possibilità anche in questo campo. Anzitutto, come sempre, ci offre diversi strumenti per fare gli stessi compiti, ad esempio programmi con interfaccia grafica, oppure il solito terminale. Una premessa importante però da fare: i files immagine delle varie distribuzioni (solitamente in formato .iso) devono essere “ibride”, cioè già predisposte per essere rese avviabili sui supporti USB, vediamo dunque come fare.

Ci sono diversi programmi che possono eseguiti direttamente sul desktop, come UNetbootin, Linux Live USB Creator, Pendrivelinux, Etcher (quest’ultimo cross platform) per citarne alcuni. Questi software, dotati di una semplice ed intuitiva interfaccia grafica, provvedono anche a predisporre la .iso rendendola “ibrida”, ma solo che le distribuzioni che sono supportate dal programma, quindi nel caso una distribuzione non lo sia, come fare? E’ anche vero che alcune distribuzioni si possono reperire già ibridate (Le .iso di Ubuntu sono ibride a partire dalla 15.10) ma che fare in mancanza?

Ecco che ci viene incontro il fidatissimo terminale. Dunque, una volta scaricata la .iso che ci interessa dovremmo accertarci che essa sia dapprima ibrida, se così non fosse dovremo “ibridarla” noi. ci sono diversi strumenti per farlo, il più semplice è probabilmente quello di usare il programma isohybrid, facente parte della suite di syslinux, un boot loader per creare dischi avviabili in linux.

Una volta installato syslinux, ibridiamo dunque l’immagine digitando in un terminale:

isohybrid nomeiso.iso

Fatto ciò possiamo ore creare la .iso avviabile sul drive USB. Prima di procedere però dovremmo smontare il dispositivo USB, dopo averlo collegato al PC, altrimenti il dispositivo sarà reso avviabile, ma non funzionerà per imprecisioni della creazione.

Dunque, il modo più semplice è quello di utilizzare il comando mount, utilizziamolo dopo aver collegato il dispositivo, digitato senza alcuna opzione ci restituirà infatti i dispositivi montati attualmente; magari eseguiamolo prima e dopo aver collegato il dispositivo, il volume che apparirà “aggiuntivamente” sarà quello corrispondente alla chiave USB, ad esempio dev/sdb1 (il comando mostra anche le eventuali partizioni). Per smontare il dispositivo utilizzeremo invece il comando umount:

Facendo un esempio, smontiamo il dispositivo (senza perà includere la o le partizioni):

umount dev/sdb

Ora possiamo procedere a predisporre il dispositivo. Ci sono vari modi per farlo, quello più semplice e diretto per farlo è quello di usare il programma dd, presente nella maggior parte delle distribuzioni linux.

La sintassi del comando sarà:

dd if=percorso_dove_si_trova_la_iso/nomeiso.iso of=/dev/sdb

il parametro “if” indicherà la sorgente, mentre quello “of” fa riferimento la dispositivo di destinazione. Anche in questo caso, non indichiamo eventuali partizioni, ossia omettiamo il numero altrimenti il comando si bloccherà. Il comando ha diverse opzioni, tuttavia generalmente non sarà necessario specificare quasi mai per avere il risultato.

Fatto ciò dovremo riavviare il PC, tenendo il drive USB collegato, accedere al BIOS del computer e cambiare l’ordine di avvio dei dispositivi, mettendo come primo il drive USB, salvare e riavviare. Se abbiamo fatto tutto bene il computer si avvierà con la distro presente sul drive USB.

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