HTTP 2 – Il prossimo standard del web

Nel corso del mese di Febbraio, una delle novità più importanti annunciate nel mondo IT è senza ombra di dubbio la nuova versione del protocollo che permette a tutti noi di poter navigare. Sto parlando del protocollo HTTP che da 16 anni a questa parte non aveva subito aggiornamenti ufficiali rimanendo fermo alla versione 1.1.

Che cosa significa questo? Significa che da parte del team alla base di HTTP (L’HTTP Working Group di IETF) c’è l’intenzione (e ci sono pure i fatti) di voler continuare lo sviluppo per rendere la navigazione sempre più veloce e sicura.

Quali sono dunque le caratteristiche di HTTP2?

Pe le novità ci rifacciamo direttamente alla pagina principale del progetto:

What are the key differences to HTTP/1.x?

At a high level, HTTP2:

  • is binary, instead of textual
  • is fully multiplexed, instead of ordered and blocking
  • can therefore use one connection for parallelism
  • uses header compression to reduce overhead
  • allows servers to “push” responses proactively into client caches

Ne vediamo alcune:

Per prima cosa, il protocollo non è più testuale ma binario, questo permette di avere del codice più compatto, più efficiente e cosa ancora più importante meno soggetto ad errori rispetto al protocollo testuale. La compressione dell’header e la possibilità del server di “spingere” proattivamente le risposte nella cache del client permettono una velocità maggiore di navigazione e un minor consumo di banda.

Basato su SPDY di Google, il protocollo giunto alla versione 2 (a tal proposito, non vedremo versioni 2.x) mantiene la compatibilità con lo standard attuale 1.1, questo per permettere la navigazione a tutti i browser e per non obbligare le persone alla migrazione verso la futura  versione.

Il documento attualmente è in bozza, ma ciò non ha impedito alle software house dei web browser più importanti (Google, Mozilla e Apple) di aggiornare i loro programmi per renderli compatibili con la prossima versione di HTTP.

E già si parla di HTTP3…

Fonti dell’articolo e ringraziamenti

Ribo.it
FAQ di HTTP2 su Github
Punto Informatico



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