#tiDomando: oggi parliamo con Alessandra Lomonaco

Salve carissimi amici e lettori di InsiDevCode, dopo una piccolissima pausa di riflessione siamo giunti finalmente alla tredicesima puntata della saga #tiDomando. Oggi la puntata è dedicata a una donzella e per la precisione le domande sono state rivolte a Alessandra Lomonaco.
Però non stiamo qua a svelare troppe cose in anticipo, quindi mettetevi comodi e leggete quanto segue.

alessandra lomonaco

Che l’intervista ad Alessandra Lomonaco abbia inizio

Come prima cosa, carissima Alessandra vorrei chiederti di presentarti ai nostri lettori

Grazie Flavius per questa opportunità. È un piacere per me raccontare ciò di cui mi occupo e far conoscere alcune iniziative importanti a favore delle piccole imprese e delle startup.

Brevemente, sono consulente per startup e PMI che sono alla ricerca di fondi europei per finanziare la loro attività. Insieme al team di professionisti con cui collaboro, offriamo un’analisi di pre-fattibilità gratuita a startup e PMI con progetti di innovazione dirompente (nei prodotti, servizi, processi organizzativi, modelli di business, tecnologie) e potenzialmente scalabili a livello internazionale. Offriamo servizi di progettazione, di preparazione e di presentazione della domanda di finanziamento, mettendo a disposizione il rapporto consolidato da oltre 25 anni con la Commissione Europea.

Oltre a questa attività relativa ai bandi europei, supporto aziende e associazioni a sviluppare progetti innovativi per far crescere il loro brand e la loro community, affermando la loro leadership sul mercato.

Bene, adesso che abbiamo scoperto chi è e che cosa fa la Alessandra, passiamo alle domande e vediamo che cosa ha da raccontarci su alcuni argomenti molto interessanti riguardanti il suo lavoro.

* La prima domanda che vorremo farti riguarda questo contributo per lo sviluppo di videogiochi che nel 2015 l’Unione Europea metteva a disposizione. Esistono bandi analoghi oggi?

Questo sostegno finanziario si inserisce nel programma Europa Creativa, volto a supportare i settori culturali e creativi nel periodo 2014-2020.  Si rivolge unicamente alle imprese di produzione indipendenti con l’obiettivo di finanziare lo sviluppo di concept e progetti di videogiochi a carattere narrativo, per il mercato internazionale. Il videogioco deve essere destinato a fini commerciali. L’ammontare del contributo finanziario concesso va da un minimo di 10.000 euro ad un massimo di 150.000 euro e va a coprire il 50% dei costi ammissibili (il restante 50% deve essere finanziato direttamente dal produttore).

Per il 2018 la scadenza di questo bando si e’ chiusa da poco, l’8 marzo, quindi non resta che attendare l’apertura della prossima call.

* Visto che sei una figura professionale molto esperta in questo ambito, come possono degli appassionati sviluppatori, le PMI oppure delle Start-Up accedere a dei bandi europei?

Le PMI e le startup hanno grandi opportunità di finanziamento e di accelerazione offerte dall’Europa. Per quanto riguarda gli sviluppatori, se questi si associano e fondano una startup innovativa, allora possono accedere ai bandi europei. Per accedere ai finanziamenti e’ necessario monitorare i diversi bandi disponibili, le call aperte e le modalità di partecipazione. Dopodiché è necessario presentare, nei termini indicati, una proposta, compilata nel migliore dei modi, perché molto spesso sono bandi molto competitivi a cui partecipano molte aziende di ogni parte d’Europa.

Per dare un’idea degli importi a disposizione, questi sono davvero molto importanti. La CE (Comunità Europea) ha infatti annunciato lo scorso ottobre che investirà nei prossimi tre anni 30 miliardi di euro nel programma Horizon 2020, il programma di finanziamento dell’Unione Europea per la ricerca e l’innovazione, di cui €2,7 miliardi per portare l’innovazione prodotta dalle imprese sul mercato nel modo più veloce e conveniente possibile.

Le priorità europee con i relativi budget, sono le seguenti:

  • Sostenibilità del clima e basso tenore di carbonio: budget 3,3 miliardi di euro
  • Economia circolare: 1 miliardo di euro
  • Digitalizzazione e trasformazione dell’industria e dei servizi europei: 1,7 miliardi di euro
  • Sicurezza: 1 miliardo di euro
  • Migrazione: 200 milioni di euro

Saranno destinati 2,2 miliardi di euro per progetti di energia pulita, in particolare nelle energie rinnovabili, edifici ad alta efficienza energetica e soluzioni di elettro-mobilità e di stoccaggio, tra cui 200 milioni di euro per sostenere lo sviluppo e la produzione in Europa della prossima generazione di batterie elettriche. Sono moltissimi i settori interessati ed è impossibile elencarli tutti.

Per chi non fosse familiare con Horizon 2020, basti pensare che si tratta del più grande programma quadro dell’Unione Europea per la ricerca e l’innovazione, con un budget di 77 miliardi di euro per sette anni (dal 2014 al 2020).
Ad ottobre 2017, l’Horizon 2020 ha finanziato oltre 15 000 progetti in tutta Europa, per un totale di quasi 27 miliardi di euro, di cui circa 4 miliardi di euro destinati alle startup e PMI.

* Quali sono i bandi per le aziende che investono nello sviluppo di in nuove tecnologie?

Per quanto riguarda i bandi europei rivolti alle nuove tecnologie, nell’ambito di Horizon 2020, sono stati stanziati per il prossimo triennio 1,7 miliardi di euro per la trasformazione digitale dell’industria e dei servizi europei.  Questo fondo vuole offrire a tutti i settori la possibilità di trasformarsi e beneficiare della digitalizzazione. Le piattaforme digitali stanno diventando un fattore chiave in molti settori, consentendo nuovi tipi di servizi e applicazioni, alterando i modelli di business esistenti e creando nuovi mercati.

Alcune delle aree/tecnologie su cui l’Europa investirà nei prossimi anni sono:

  • Infrastrutture: HPC, Big Data e tecnologie Cloud
  • Tecnologie interattive
  • Intelligenza Artificiale
  • Internet of Things
  • Social Network, media e piattaforme online
  • Soluzioni di internet inclusive e multilingue

* In quest’ultimo periodo si parla molto di cambiamento climatico e di come la tecnologia può aiutarci a migliorare la situazione, esistono dei bandi europei aperti oggi e dedicati all’efficienza energetica?

Questo tema e’ centrale nella politica di investimento europea. Ci sono diversi bandi e premi lanciati dalla CE per ridurre combustibili fossili e migliorare l’ambiente e il clima.

Per quanto riguarda l’efficienza energetica, il 25 gennaio scorso si è aperto il bando di Horizon2020 rivolto ai progetti che hanno un impatto positive sull’efficienza energetica. Il budget per il biennio 2018-2019 e’ di oltre 212 milioni di euro. I temi interessati riguardano lenergia sicura, pulita ed efficiente e i progetti ammessi a ricevere finanziamenti sono:

  1. ristrutturazione degli edifici;
  2. servizi integrati di ristrutturazione degli immobili;
  3. valutazione e certificazione delle prestazioni energetiche;
  4. recupero di calore/freddo nel settore dei rifiuti industriali;
  5. capacity building per audit energetici;
  6. mainstreaming del finanziamento dell’efficienza energetica e della sua ulteriore innovazione;
  7. nuova etichettatura energetica;
  8. mitigazione della povertà energetica delle famiglie;
  9. ruolo dei consumatori nel cambiare il mercato;
  10. e abilitare la prossima generazione di servizi intelligenti che integrano l’efficienza energetica.

La scadenza per l’invio dei progetti è fissata per il prossimo 4 settembre 2018.

* Abbiamo sentito parlare ultimamente del programma Horizon 2020. Che cos’è e chi vi può partecipare?

Il programma Horizon 2020 è il più grande programma mai realizzato dall’Unione Europea per la ricerca e l’innovazione. Obiettivo è quello di portare più innovazione, scoperte e risultati trasferendo le grandi idee dal laboratorio al mercato. Sono disponibili 30 miliardi di euro di finanziamenti nel triennio 2018-2020, oltre agli investimenti pubblici nazionali e privati che questo programma e’ in grado di attirare.
All’interno di Horizon 2020 si inserisce la fase pilota del Consiglio Europeo dell’Innovazione, con un budget di 2,7 miliardi di euro. Questo programma vuole sostenere tutte le imprese e gli enti di ricerca che fanno innovazione dirompente e la vogliono portare sul mercato.

Ci sono quattro strumenti dedicati a questo programma:

  1. SME Instrument,
  2. Fast Track to Innovation (FTI),
  3. Future and Emerging Technologies (FET),
  4. Premi Horizon.

Possono partecipare tutte le persone fisiche o giuridiche (es. imprese, piccole o grandi, enti di ricerca, università, ONG, ecc.) indipendentemente dal loro luogo di provenienza. Possono partecipare anche entità senza personalità giuridica, a patto che sussistano determinate condizioni previste dalla CE.

* Sempre collegato al programma Horizon 2020, abbiamo sentito in quest’ultimo periodo che l’Unione Europea ha lanciato l’Osservatorio e il Forum Blockchain. Che cosa sono e a che cosa servono?

La Commissione ha appena lanciato a fine gennaio di quest’anno l’Osservatorio e il Forum Blockchain dell’UE con il sostegno del Parlamento europeo.

L’Osservatorio e il Forum Blockchain dell’UE svolgeranno un ruolo attivo nell’aiutare i Paesi europei e le imprese a cogliere nuove opportunità offerte dalla blockchain, a sviluppare competenze e consolidare la leadership nel settore. Raccoglierà informazioni, monitorerà e analizzerà le tendenze, affronterà le sfide e esplorerà il potenziale socioeconomico delle blockchain. Consentirà la cooperazione tra più Paesi su casi di uso pratico, riunendo i migliori esperti europei e promuovendo un forum aperto rivolto ad esperti di tecnologia blockchain, agli innovatori, ai cittadini e a tutte le parti interessate del settore.

È stato aperto anche un Premio da 5M€: “Blockchains for Social Good” (scadenza 25 giugno 2019): verranno assegnati 5 premi di 1 milione di euro agli innovatori che utilizzano la tecnologia Blockchain per sviluppare soluzioni decentralizzate che abbiano un impatto sociale positivo.

* Come sono messe oggi le PMI e le Start-Up in Italia a livello comunicativo? Riescono ad arrivare a far capire i loro progetti e le loro intenzioni quando partecipano ai vari bandi europei?

Progettare e scrivere un una proposta per partecipare ad un bando europeo è un’attività molto complessa che richiede competenze specifiche. Può richiedere dai 2 ai 4 mesi di tempo, meglio se formulata in lingua inglese. Purtroppo molte proposte vengono scartate perché scritte in modo non adeguato e poco convincente.

Non sottovalutiamo che i valutatori hanno poco tempo a disposizione per leggere le proposte. È quindi necessario saper comunicare bene il progetto, usando le giuste parole chiave, fornendo tutti quelle informazioni che possono essere cruciali in fase di valutazione: l’impatto dell’innovazione, le analisi di mercato, la commercializzazione del prodotto o servizio, la qualità del team sono ad esempio aspetti fondamentali di una buona proposta.

* Vorremo anche sapere che cos’è lo SME Instrument e come siamo messi oggi? Perché qualche tempo fa leggevamo un post all’interno del tuo blog e stavamo aspettando qualche novità a riguardo.

Lo SME Instrument è uno schema di finanziamento che prevede anche attività di accelerazione e coaching, pensato per quelle aziende che sviluppano innovazione (di prodotto, di servizio, di processo e di business model) al fine di guadagnare competitività sui mercati nazionali e internazionali.

È molto utilizzato dalle startup italiane, siamo infatti tra i maggiori beneficiari di questi finanziamenti insieme alla Spagna.
Sono previste 4 scadenze annuali, sia per la Fase 1 che per la Fase 2. Le prossime scadenze per la Fase 1 sono il 3 maggio, 5 settembre e 7 novembre; per la Fase 2 il 23 maggio e il 10 ottobre.

Si divide in 3 fasi:

Fase I – Proof-of-concept:

analisi della fattibilità tecnico-scientifica e del potenziale economico-commerciale dell’idea progettuale. Il risultato di questa fase è la realizzazione di un Business Innovation Plan più elaborato che indica nel dettaglio le azioni che l’azienda intende mettere in atto per sviluppare l’innovazione e portarla sul mercato. Il finanziamento prevede un contributo a fondo perduto di 50.000 euro per un progetto della durata di 6 mesi.

Fase II – Sviluppo e Dimostrazione:

si tratta della realizzazione dell’idea progettuale e dello sviluppo di nuovi (o migliorati) prodotti, servizi o tecnologie innovative, pronte per essere commercializzate. Le attività possono riguardare lo sviluppo del prototipo su scala industriale, la verifica delle performance fino alla prima commercializzazione.

Per accedere alla fase 2 non è necessario aver partecipato alle fase 1.
Il finanziamento europeo È a fondo perduto e consiste in un co-finanziamento al 70% dei costi di progetto (l’azienda deve coprire il restante 30% con altri mezzi). Questo finanziamento va da un minimo di 0,5 ad un massimo di 2,5 milioni di euro. La durata indicativa del progetto va dai 12 ai 24 mesi.

Fase III – Commercializzazione:

non prevede un finanziamento diretto ma solo un supporto nel facilitare il finanziamento private (es. venture capital) e ad ulteriori opportunità che permettono di immettere l’innovazione sul mercato e garantire il supporto al progetto anche nel lungo periodo.

* Ci sono bandi regionali che ci consiglieresti?

Posso segnalare il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR).  È uno dei fondi strutturali dell’Unione Europea.
Obiettivo del FESR è quello di consolidare la coesione economica e sociale dell’Unione europea correggendo gli squilibri fra le regioni.

Il FESR concentra gli investimenti su diverse aree prioritarie chiave:
•   innovazione e ricerca;
•   agenda digitale;
•   sostegno alle piccole e medie imprese (PMI)
•   economia a basse emissioni di carbonio.

In Lombardia, ad esempio, nell’ambito di questo Fondo, c’è un bando dedicato alle startup, aperto fino a dicembre 2020. Il target sono micro o PMI costituite da non oltre 24 mesi, con sede operativa in Lombardia, ma anche aspiranti imprenditori e liberi professionisti da non oltre 24 mesi. Particolare attenzione alle iniziative intraprese da giovani (under 35 anni) o da soggetti maturi (over 50 anni) usciti dal mondo del lavoro o da imprese caratterizzate da elevata innovatività e contenuto tecnologico.

Il finanziamento va da un minimo di €25 mila euro ad un massimo di €65 mila euro e va a coprire dal 60 al 65% del costo del progetto.

Conclusione

Così come nelle puntate precedenti, anche nel caso della cara Alessandra le domande sarebbero state tante, però mi sono fermato prima lasciando lo spazio per un’altra serie di domande nel futuro prossimo.
Ringrazio Alessandra Lomonaco per il tempo che ci ha dedicato e speriamo che anche questo nuovo episodio della saga #tiDomando sia stato di vostro gradimento. Nel mentre aspettiamo le vostre impressioni nei commenti qui sotto.

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Blogger e Sviluppatore, appassionato sin da piccolo dell’informatica e di tutta la tecnologia.



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